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Affaire Benchicou : L'arbitraire

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Liberté de la presse en Algérie


Notre solidarité agissante avec Mohamed Benchicou

Algeria / La libertà di stampa è morta

Petizioni per I giornalisti incarcerati

La libertà di stampa e di espressione in Algeria sta morendo. A dimostrarlo sono gli assassinii di più di 70 giornalisti negli ultimi dieci anni, decine di arresti e chiusure di giornali, intimidazioni e minacce. E, ora, l'arresto del direttore del quotidiano algerino Le Matin, Mohamed Benchicou, che è stato condannato il 14 giugno scorso a due anni di carcere e ad una multa pari a 200mila euro. Motivo ufficiale: "trasferimento illegale di capitale e infrazione della legge riguardante il mercato dei cambi".

"Arrestato in piena udienza in tribunale e posto sotto mandato di detenzione immediata, Mohamed Benchicou paga in realtà sia il tono vigoroso del suo giornale sia il contenuto irriverente del suo libro 'Bouteflika: un'impostura algerina'", si legge in una petizione che chiede a viva voce il rilascio del direttore del quotidiano e di un altro giornalista, Hafnaoui Ghoul. Il testo della petizione, già firmato da centinaia di intellettuali e politici soprattutto all'estero, è leggibile sul sito internet http://www.lematin-dz.net/, dove è anche possibile sottoscriverla.

"Ci appare evidente - scrivono i firmatari - che la sanzione pronunciata dalla giustizia è un'esecuzione della minaccia pronunciata dal ministro dell'Interno, Yazid Zerhouni, che prometteva, un anno fa, di 'farla pagare' a Benchicou". Il fatto, rilevano, non è isolato ed è l'ultimo atto di una politica di "silenziamento" della stampa libera che va avanti da anni.

Qualche giorno prima dell'arresto di Benchicou, è stato arrestato e messo in carcere Hafnaoui Ghoul, corrispondente di El Djazaïr News a Djelfa, nel sud del Paese, in quanto rappresentante della Lega algerina di difesa dei diritti dell'uomo e colpevole di aver dato informazioni sugli abusi delle autorità regionali.

"Purtroppo dobbiamo aspettarci altri arresti, nei prossimi giorni", è la previsione dei firmatari. "La repressione della libertà di stampa non è nuova", si legge. "Essa riprende in modo più vivo dopo la recente rielezione di Abdelaziz Bouteflika alla Presidenza della Repubblica. Noi, donne e uomini che lottiamo per la libertà di stampa e di espressione, denunciamo questi arresti. Facciamo appello a tutti coloro che condividono questi valori a mobilitarsi per la liberazione dei giornalisti ingiustamente imprigionati e la fine di ogni pressione e repressione riguardante la stampa. Ci costituiamo in "Comitato per la libertà di stampa in Algeria" e invitiamo tutte le associazioni, i partiti, le Ong e i cittadini sulle due rive del Mediterraneo e oltre a unirsi alla nostra azione". Bertrand Delanöe, sindaco di Parigi, è il primo nome che compare nella lista dei firmatari.

 

© Adista Notizie de juillet / juglio 2004

Le Collectif pour la liberté de la presse en Algérie



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